“Beati”, già ora

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9 settembre 2026

Al centro del brano di Luca di oggi, il celebre vangelo delle beatitudini, c’è il paradosso cristiano, un messaggio che dopo 2000 anni di cristianesimo non cessa di essere scandalo e pungolo che mette in questione la nostra fede, ancor prima che la sapienza di questo mondo: agli occhi di Dio è beato e felice colui che agli occhi del mondo è disprezzato, emarginato, perseguitato. Dalla prospettiva di Dio, il povero “perdente” diventa il vero vincente, il vero uomo “realizzato” secondo i disegni di Dio.

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Donne: un disordine che porta salvezza

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8 settembre 2026

L’elenco di antenati di Gesù che apre il primo vangelo è una storia tutta maschile e regolare ma che conosce fratture e dissimmetrie in cui emergono figure femminili: Tamar, Racab, Rut, Betsabea e infine Maria. Donne soggetto di storie che creano crepe nella grande storia generando il disordine salvifico. Esse introducono le feritoie attraverso cui si realizza la storia di salvezza e così ci ricordano che quest’ultima è la salvezza di storie: famigliari e personali, di nomi e di volti.  

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Guariti per vivere

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7 settembre 2026

“Entrò nella sinagoga e si mise a insegnare”: che cosa? Luca non riporta nessun discorso di Gesù; l’oggetto del suo insegnamento è quello che fa, la sua azione di cura nei confronti di un uomo dalla mano inaridita. “Risvegliati e alzati in mezzo!”: i verbi greci sono quelli usati per parlare della resurrezione. Al centro del racconto non c’è una legge, non c’è neppure un super-uomo, un modello di santità proposto all’imitazione di tutti; c’è un uomo con la mano destra “secca”, “inaridita”.

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