Ascoltate oggi la sua voce!

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29 agosto 2026

La vicenda narrata in questo brano inizia a partire da una parola scomoda, simile a quella che ci sarà capitato di sentire almeno una volta nelle nostre vite: “Non ti è lecito…” (v. 18). Giovanni ricorda non solo ad Erode ma a tutti (cf. Lc 3,7-14) che essere uomini e donne significa riconoscersi creature limitate, soggette allo scacco e sostanzialmente impotenti. Un messaggio particolarmente indigesto per chi, come Erode, aveva a disposizione cortigiani pronti ad adularlo, ma che forse è antipatico anche per noi, soggetti come siamo al canto delle molte sirene che ci promettono orizzonti in cui ottenere tutto e subito.

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“Io ho scelto voi”

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28 agosto 2026

La memoria di Agostino di Ippona ci fa rileggere un brano dei discorsi di Gesù riferiti dal Vangelo secondo Giovanni nel contesto dell’ultima cena. Il parlare di Gesù qui si fa denso ed essenziale, il tono è quello intimo di un discorso testamentario. Ultime parole, consegna di una vita.

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Parola folle e parola vana

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27 agosto 2026

«Forse non abbiamo mai avuto altra scelta che tra una parola folle e una parola vana» (Ch. Bobin).E folle sembra la parola del Gesù incamminato verso Gerusalemme, la città che uccide i profeti e lapida quelli che sono stati mandati a lei (cf. Mt 23,37), folle della follia dell’annuncio del «Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani» (1Cor 1,23); folle di quella «stoltezza di Dio che è più sapiente degli uomini», e di quella debolezza mortale del Figlio di Dio, che si rivelerà più forte degli uomini (cf. 1Cor 1,25).

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