Beati i vostri occhi e orecchie

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23 luglio 2026

Alcuni brani evangelici ci sono così familiari che diamo per assodati contesti e situazioni, che assodati non dovrebbero essere. Così non ci sorprende il fatto che una delle parabole più famose – quella del seme sparso dal seminatore su diversi terreni, narrata nel brano immediatamente precedente quello odierno (Mt 13,3-9) – sia narrata non in ambiente agricolo ma presso il mare, da una barca poco distante da riva (Mt 13,1-2), dalla quale Gesù si rivolge ai discepoli, non contadini ma in buona parte pescatori di pesce, chiamati a diventare pescatori di uomini (Mt 4,12-23).

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Alla scuola del desiderio

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22 luglio 2026

"Donna, perché piangi? Chi cerchi?" (cf. 20,15) Il desiderio umano si attua su queste due coordinate: Perché? Chi? Maria di Magdala ci ricorda che l’umano parte sempre dal “buio”, piange” ecerca” “la Luce” (cf. 8,12) “quando è notte”. (cf. 20,1) Ogni umano è una ricerca in movimento nella notte: “vide… corse….andò” (cf. 20,1-2) .

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L’offerta di una mano

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21 luglio 2026

La madre e i fratelli di Gesù, proprio loro, stanno fuori. Fuori da cosa? Fuori di casa? Fuori dal cerchio che si stringe attorno al maestro? No. Più genericamente, si tengono fuori dalla folla, da quella massa indistinta di uomini e donne su cui il Signore stende la mano, rendendoli discepoli.

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