RASSEGNA STAMPA

pdfAnche la chiesa diventa "interconnessa"

Avvenire
5 giugno 2016
di LEONARDO SERVADIO

pdfSulla pelle della chiesa 

Avvenire
4 giugno 2016
di LEONARDO SERVADIO

pdfLa questione cruciale del "volto" della chiesa

Avvenire
3 giugno 2016
di LEONARDO SERVADIO

Nuove chiese. Lo stile è condivisione 

Avvenire
29 maggio 2016
di LEONARDO SERVADIO

Monsignor Galantino: “chiese dignitose ma non sfarzose e inaccessibili ai più poveri”

Agenzia SIR
2 giugno 2016

Comunitarie e votate all’arte ecco le chiese nelle città del futuro

La Stampa
di VITTORIO GREGOTTI

Le chiese non siano sfarzose e inaccessibili

La Stampa - Vatican Insider
2 giugno 2016

Viste da fuori

THEMA - Centro studi di architettura e liturgia

Viste da fuori

Jerusalem - Lo spazio oltre
di LEONARDO SERVADIO

La pelle delle chiese che fa riflettere sugli spazi comunitari

Corriere della Sera - Tempi liberi
di LUCA MOLINARI

Foto e sintesi dei lavori del 4 Giugno

L’ultima giornata del convegno è iniziata con la relazione di Vittorio Gregotti, “La qualità urbana di una chiesa”, che ha analizzato la difficile dialettica, in età contemporanea, tra una chiesa e la realtà urbana che la circonda e le sfide che ciò comporta per gli architetti. È seguita, con una variazione rispetto al programma, la relazione di Rafael Moneo, che ha esposto le soluzioni adottate in due casi differenti (Los Angeles e San Sebastián) per far entrare l’edificio di culto in dialogo con il contesto urbano. Entrambi gli interventi hanno stimolato un dibattito ricco di suggestioni e approfondimenti. Dopo la pausa, ha preso la parola Francesco Dal Co, che nel suo intervento ha affrontato, a partire da alcuni esempi paradigmatici, l’architettura ecclesiastica del XX secolo, con particolare attenzione alle soluzioni aniconiche, leggendo in esse una crisi propria più delle arti figurative che dell’architettura.

 

Nelle conclusioni del convegno, fr. Goffredo Boselli e il priore fr. Enzo Bianchi hanno espresso gratitudine per il cammino svolto dal primo convegno a questo, e hanno rivolto a tutti l’invito a proporre nuove tematiche per i prossimi appuntamenti perché essi continuino ad essere occasioni di dialogo fecondo tra architettura e liturgia. Al termine dei lavori, la conclusione è stata rallegrata da un pranzo festivo offerto dalla comunità a tutti i convegnisti.

Foto e sintesi dei lavori del 3 Giugno

Andrea Longhi ha aperto la seconda giornata del convegno con una riflessione sulla facciata delle chiese come opera aperta, come cantiere. Sono seguite le relazioni di Isabelle Saint-Martin: “L’annuncio della facciata. Immagini, segni, simboli e scritte”; di Albert Gerhards, che ha articolato un discorso a partire dalla dialettica tra accoglienza e distanza, sensazioni che possono essere entrambe suscitate dalle facciate; e la relazione di Cino Zucchi, “Ideare una facciata”, in cui, tra altri spunti interessanti, ha espresso la perplessità del trattare in forme architettoniche il tema della trascendenza in quanto tale.

Nel pomeriggio l’intervento appassionato di Antonio Paolucci ha mostrato come una porta di chiesa possa essere gremita di significati simbolici; quindi è intervenuto Paul Janowiak con la presentazione del suo studio “Riti sulla soglia”; in conclusione, Aimaro Oreglia d’Isola ha proposto un itinerario attraverso alcune chiese “vissute, più che viste, da fuori”: ciò che più è interessante, dal suo punto di vista, è la vita di chi si trova fuori dalla soglia.

Dopo cena, per condividere insieme l’ultima sera del convegno, i partecipanti sono stati invitati dalla comunità a festeggiare nel salone dell’accoglienza, in compagnia di qualche dolce e del buon vino.

Foto e sintesi dei lavori del 2 Giugno

Oggi a Bose si è aperto il XIV Convegno liturgico internazionale. Il tema, “Viste da fuori. L’esterno delle chiese”, è stato scelto “ripensando al primo problema che ci siamo posti quando abbiamo costruito la chiesa di Bose: cosa avrebbe detto agli abitanti di Magnano la nuova costruzione? Ciò che avrebbero visto i passanti sarebbe stato determinante per la definizione della nostra identità” introduce il priore fratel Enzo Bianchi; “Per noi, alla fine, è stata decisiva l’ispirazione cercata nelle Scritture: una tensione tra nascondimento e visibilità (Mt 5,13-16)”. Valerio Pennasso ha parlato del rapporto tra chiesa e comunità a partire da un caso specifico, quello di Cherasco. Sono seguite le relazioni di mons. Nunzio Galantino e di mons. Dario Viganò, “Costruttori di Chiesa” e “La chiesa in scena. Lo sguardo del cinema sulle chiese”.

Le relazioni del pomeriggio, di taglio architettonico, sono state presentate da Birgit Kastner, Bert Daelemans e da Paolo Portoghesi: “L’immaginario delle chiese nell’architettura contemporanea. Tenda, barca, manto, fabbrica...”, “L’eloquenza della forma. Riconoscibilità nella pluralità di forme”, “Plasmare una chiesa”. La ricchezza dei contributi ha suscitato, nella sessione pomeridiana, un dibattito vivace.