6 settembre 2018 - Discernimento e vita cristiana

Discernere “i segni dei tempi”, sviluppare un senso profondo della storia è stato il tema conduttore della seconda giornata di convegno.

 

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 XXVI Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa

DISCERNIMENTO E VITA CRISTIANA
Monastero di Bose, 5-8 settembre 2018
in collaborazione con le Chiese ortodosse

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Il corpo riceve luce dai due occhi sensibili, mentre gli occhi del cuore sono illuminati dal discernimento (Giovanni Climaco)


Discernere “i segni dei tempi”, sviluppare un senso profondo della storia è stato il tema conduttore della seconda giornata di convegno.

La sessione del mattino si è aperta con la lettura dei messaggi inviati dal Patriarca di Romania Daniel, dal Metropolita di Kiev Onufrij e dal Patriarca copto-ortodosso di Alessandria, Tawadros IIQuest’ultimo ha invitato a trovare un “modello vivente di discernimento” in anba Epiphanius, igumeno del monastero di san Macario (Egitto) deceduto lo scorso 29 Luglio. Alle sue parole ha fatto eco Inna Prochorova , che ha fatto memoria del marito, Gelian Prochorov, grande esperto di storia della Chiesa russa, caro amico della comunità di Bose e assiduo frequentatore dei convegni di spiritualità ortodossa, che ha lasciato questo mondo esattamente un anno fa.

Il Vescovo Maxim della diocesi serba dell’America occidentale padre John Erickson (Istituto teologico “St. Vladimir”) hanno affermato che è possibile discernere il presente solo se “si ha una visione sul futuro”. Il vescovo Maxim l’ha affermato con le parole di Massimo il Confessore, il professor Erickson con la sua intuizione di anziano storico cristiano: questo futuro è Cristo e la pienezza del suo amore! Chiarito l’orientamento del discernimento della storia, padre Michel Van Parys (Monastero di Chevetogne) ha illustrato quelli che per san Benedetto sono gli strumenti di tale discernimento a livello comunitario.

La sessione del pomeriggio è stata aperta dai messaggi del Metropolita Antonij della diocesi bulgara dell’Europa centro-orientale, dell’arcivescovo di Atene Hieronymos II e del reverendo Tveit, segretario del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Sono seguite tre relazioni che hanno offerto esempi concreti di discernimento comunitario, ecclesiale in momenti storici particolarmente cruciali. Alexandr Mramornov (Spasskoe Delo, Mosca) ha parlato del Concilio di Mosca, che ha riunito l’episcopato russo proprio negli anni cruciali della rivoluzione bolscevica; Daniela Kalkanjieva (Università “St. Clemente di Ocrida”, Sofia) ha presentato la coraggiosa opposizione della Chiesa bulgara alla deportazione degli ebrei negli anni 1941-1944; padre Porfyrios Giorgi (Università di Balamand) ha tratteggiato il luminoso ritratto di tre vescovi della Chiesa di Antiochia che hanno cercato vie di riconciliazione nel corso della guerra civile che ha insanguinato il Libano tra il ’75 e il ’90.

Foto del 5 settembre
Foto del 6 settembre

Foto del 7 settembre
Foto dell' 8 settembre

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