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In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.   

Ma io vi dico

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26 febbraio 2021

Nei vangeli il parlare di Gesù è autenticato dal suo agire, infatti i suoi insegnamenti rispecchiano esattamente il suo comportamento. Proprio così possiamo intendere anche gli ultimi tre versetti del nostro brano. Infatti il monito a non giurare e a usare un linguaggio che sia “sì” quando si vuole dire “sì” e “no” quando si vuole dire “no” avvalora proprio la tesi dell’allineamento tra il dire e il fare.

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Affrancare oppressi e oppressori

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27 febbraio 2021

Il vangelo unisce la resistenza non violenta al male con l’amore del nemico. Più in profondità fonda il rifiuto della logica della retribuzione o della reciprocità, che sta alla base della legge del taglione, sulla sovrabbondanza, sulla gratuità e sull’asimmetria dell’agire divino. Attraverso l’immagine della pioggia e del sole donati a ogni essere umano a prescindere dalla sua collocazione etica il vangelo annuncia un Padre che è nei cieli e che si pone a monte delle dicotomie con le quali dividiamo e categorizziamo il mondo.

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La strategia del prima e mentre

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25 febbraio 2021

Gesù non promulga, come spesso si sostiene, una nuova Legge, ma propone sei esempi del suo modo di leggere ed attualizzare. Tre al negativo, tre al positivo come i precetti rabbinici: 613 in tutto, 248 positivi, lo stesso numero delle ossa del corpo (da praticare con tutto ciò che ci sostiene); 365 negativi (un no da dire ogni giorno).

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Opere che fanno vedere Dio

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24 febbraio 2021

Dare compimento alla legge è far sì che si realizzi ciò che la legge desidera idealmente. Questo desiderio è la morte del peccato. È proprio ciò che Gesù è venuto a fare: combattere e vincere il peccato, e l’ha vinto, ma con la propria morte. Ne è prova la sua resurrezione: con la sua morte ha vinto la morte e perciò è per sempre il Vivente.

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Le beatitudini, un atto di speranza

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23 febbraio 2021

Al cuore del sogno divino dell’uomo e della donna nuovi, sogno che si è fatto storia concreta nel rabbi di Nazaret, risuona un grido stupefacente: “Beati”. La promessa di Dio si colloca nello spazio della gioia, ma quale beatitudine è in gioco? Non si tratta di una felicità di superficie, bensì di una postura di vita, di un modo di concepire e stare al mondo, di un criterio con cui guardare se stessi, gli altri, la storia.

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Fare spazio

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22 febbraio 2021

C’è una parola di Gesù che forse a volte viene poco notata o che comunque talvolta sembra rimanere misteriosa: “l’evangelo del regno” (v. 23). Sì, perché per Matteo Gesù non predica se stesso, ma annuncia “il regno dei cieli”: “Convertitevi, perché si è avvicinato il regno dei cieli”.

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Conversione o chiusura

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20 febbraio 2021

Dopo la chiamata di Levi il brano prosegue con l’invito a partecipare al banchetto che Levi rivolge a Gesù. Levi dopo aver acconsentito con libertà alla chiamata di Gesù non si limita solo a mettersi alla sua sequela, ma compie un cambiamento radicale della propria esistenza. Egli abbandona quanto per lui era una sicurezza per seguire colui che lo vede. Nel brano non c’è nessuna promessa da parte di Gesù verso Levi, ma è possibile che il suo sguardo – che riconosce in lui una persona per quello che è e soprattutto per quello che può essere – spinga Levi a lasciare tutto e a seguirlo. 

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Visitato e in attesa

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19 febbraio 2021

Il vangelo di oggi apporta una decisiva novità, e chiede di assumere una consapevolezza del tutto nuova, che scribi e farisei non erano riusciti a cogliere: ciò che fa la differenza, ciò che rende possibile la gioia e la festa è la presenza di Gesù; egli è il compimento della lunga attesa e del lungo digiuno, e occorre accorgersene! Levi lo ha colto bene: è in risposta all’amore che ha percepito in Gesù che ha organizzato un banchetto. La scoperta di essere amato e di essere chiamato ad amare si è naturalmente trasformata in festa, in occasione di gioia condivisa. 

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L’autentico cristianesimo

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18 febbraio 2021

Siamo chiamati a tornare alla nostra verità profonda, a riconoscerci come creature mancanti, affamate, non solo del pane materiale, ma anche del pane di una parola di senso e di sostegno. È un tempo in cui allenarci per uscire da noi stessi e aprirci maggiormente al Tu di Dio, e al Noi con i fratelli e le sorelle in umanità e ai loro bisogni.

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Nel segreto

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17 febbraio 2021

Oggi, mercoledì delle ceneri, inizia il tempo quaresimale, nel quale il Vangelo ci invita ad assumere questi tre comportamenti penitenziali: elemosina, preghiera e digiuno. Sono tre privazioni, tre rinunce: l’elemosina comporta una parziale rinuncia ai nostri beni, al nostro denaro, per venire incontro alle esigenze di persone più bisognose di noi. Il digiuno è una rinuncia volontaria al nostro cibo, ai nostri gusti, per una questione di igiene personale, di educazione dei nostri istinti più elementari, ma anche qui per un bisogno di equità e di condivisione con chi ne è più sprovveduto.

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