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In questa rubrica giornaliera vi proponiamo la meditazione del Vangelo del giorno preparata da un fratello o una sorella di Bose. Il nostro desiderio è di spezzare il pane quotidiano della parola di Dio, condividendo la lectio divina fatta nella solitudine della cella monastica. Per tutti il fine è quello indicato da Ignazio d’Antiochia, “rifugiarmi nel Vangelo come nella carne di Gesù” (Lettera ai Filadelfiesi).

Le pericopi del vangelo seguono il lezionario proprio del nostro monastero.   

Una nuova creazione

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7 maggio 2021

Il testo giovanneo pone il lettore dinanzi a un giudizio: chi crede di vedere e giudica resta nella cecità spirituale (cf. vv. 39-41); il non vedente acquista la vista e camminando nella luce giunge a conoscere l’identità profonda di Gesù. Questa conoscenza è una vera e propria ri-nascita.

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Cosa vedono i nostri occhi?

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6 maggio 2021

Gesù, “passando, vide un uomocieco dalla nascita”: vede un uomo, anzitutto, un essere umano segnato da una grave menomazione, la cecità. Passano insieme con Gesù anche i suoi discepoli, ma i loro occhi vedono un peccatore, o presunto tale; comunque non un uomo, ma un “caso” su cui discutere, un oggetto di dibattito teologico, morale: “Chi ha peccato? Di chi è la colpa?

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Un cammino di rigenerazione

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5 maggio 2021

Vivere nella verità richiede una purificazione, la denuncia dei nostri idoli che facilmente si sostituiscono a Dio, ingannandoci. Come possiamo riconoscere la verità e dunque convertirci dagli idoli al Dio vivente? Conoscendo la vita e l’insegnamento di Gesù riscontriamo una perfetta coerenza tra quello che dice e quello che vive: in lui non c’è nessuna ricerca di giustificazione attraverso l’appartenenza e nemmeno il desiderio di impossessarsi di Dio come invece vediamo nei suoi nuovi “discepoli”

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Figli della luce

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4 maggio 2021

L’evangelista fa notare che Gesù stava insegnando nel tempio. Le intenzioni di chi voleva farlo morire erano ormai chiare, eppure nessuno osa toccarlo, perché “non era ancora venuta la sua ora” (v. 20). C’è un compimento da attendere, un compimento verso cui camminare.

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Nel suo nome

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3 maggio 2021

Gesù è la via che ci conduce al Padre: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (v. 6); se conosciamo qualcosa di Dio, se riusciamo a contemplarne i tratti del volto, è perché Gesù ha aperto i nostri occhi e il nostro cuore.

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La libertà di Gesù

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1 maggio 2021

Abbiamo qui un esempio di come le parole siano forti e deboli al tempo stesso. Gesù affascina, tocca nell’intimo e convince. Eppure per quelle stesse parole è anche rifiutato e condannato. Parole che fanno dire che è lui il messia, perché efficaci: “Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?” (Gv 7,31).

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Come mai costui conosce le Scritture

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29 aprile 2021

Gesù per primo non si appropria della Scrittura, si presenta come colui che ha ricevuto questo insegnamento (il termine didaché è quasi esclusivamente neotestamentario) e insieme è stato inviato per annunciarlo. E ancora: Gesù non cerca la propria gloria, ma la gloria di colui che l’ha mandato: qui sta la verità e la giustizia.

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Doni ricevuti per essere donati

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26 aprile 2021

Quel pane che si affaccia dal cielo è anche il pane che germoglia dalla terra (cf. Sal 85,12), nella carne mortale dell’uomo Gesù Cristo, che ci ha lasciato il memoriale della sua vita e della sua pasqua di morte e resurrezione nel segno vivente del pane e del vino; quel pane e quel vino che stanno sui nostri altari, quale «frutto della terra e del lavoro dell’uomo» (Messale Romano, Riti di offertorio).

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Pane e cielo

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24 aprile 2021

I discepoli chiedono un segno e un’azione efficaci – “Quale segno compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai?” (v. 30) –, e Gesù risponde offrendo delle parole efficaci, vive, perché significate dalla sua esistenza. Dona parole antiche, rese nuove però dalla novità della sua vita. Parole che si coagulano attorno a due poli incandescenti.

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Distribuire la nostra vita

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22 aprile 2021

Il pane viene donato: la vita cioè è condivisione e relazione, non oggetto di compravendita; è motivo di ringraziamento (cf. v. 11). Possiamo trovare pienezza di vita solo nel dono e nella condivisione: proprio come ha fatto Gesù con la sua vita, l’ha persa, l’ha donata, l’ha spezzata per noi. La vita si può solo riceverla (cf. Gv 5,40), e donandola diventa eterna, perché si moltiplica.

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La parresia di figli amati

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21 aprile 2021

Gesù non sta né difendendo se stesso né attaccando altri. Sta solo proclamando con limpida parresia la verità del suo essere Figlio, la verità del Padre che lo ama e che in lui ama ogni essere umano. Gesù non parla a nome suo né a propria gloria. Non ha nulla da perdere né da difendere, neppure la propria vita.

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