Amare la chiesa


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Alla sostanza della Chiesa, perché alla sostanza della fede, si indirizza invece la sua incessante ricerca: una Chiesa «vista nell’evangelo, nelle attese del cuore umano, nella fatica degli umili, nel cuore di tutte le cose» (p. 59).

Sulla scorta di Mazzolari – e oltre Mazzolari – la sua riflessione si propone di rileggere in chiave spirituale realtà e strutture che gli appaiono bloccate e ridotte da letture puramente giuridiche e formalistiche.

Cruciale l’interpretazione che offre della categoria di redenzione: se letta come salvezza estrinseca operata da Cristo con il suo sacrificio espiatorio e sostitutivo, sottolinea don Michele, ne deriva una immagine di Chiesa come comunità mediatrice, a cui occorre appartenere perché «amministra la salvezza»; se letta come trasfigurazione, a opera dello Spirito, di tutto l’essere dell’uomo, di tutta la realtà cosmica in un cammino ascensionale verso la pienezza divina, anche la realtà della Chiesa si disloca decisamente: «La chiesa non è [più] una struttura da aggiornare o da restaurare, ma una Presenza da accogliere. È lo Spirito che è all’opera nel cuore della creazione e che, dal di dentro, fa crescere le cose fino a raggiungere la pienezza divina» (p. 72).