Amare la chiesa


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Così, sulla scorta di antichi e recenti maestri – da Ignazio di Antiochia a Nicolas Berdiaev, da Romano Guardini a Fëdor Dostoevskij, oltre naturalmente alla Bibbia, in particolare al Nuovo Testamento - dalla nascosta parrocchia di Saint Jacques giunge una proposta di vita cristiana densa di insuperate suggestioni teologiche ed ecumeniche.

Con linguaggio poetico, allusivo e insieme solidamente fondato, don Michele ci comunica l’intuizione profonda che nella pienezza dell’incarnazione vive la ricchezza della trasfigurazione, che Chiesa e mondo non sono realtà dualisticamente contrapposte perché tutta l’umanità vive nello Spirito un cammino ascensionale verso la pienezza del Regno. La Chiesa è per lui «il mondo trasfigurato nella bellezza» secondo la splendida definizione del pensatore russo Berdiaev, da don Michele molto amato fino agli ultimi anni della sua vita.
«Tutte le grandi realtà religiose lentamente e faticosamente emerse nel concilio e salutate con gioia e sorpresa dal mondo cristiano le avevamo già incontrate nell’esperienza di Mazzolari» (p. 58), scrive don Michele. A partire da Mazzolari egli prosegue quel cammino di ricerca cristiana e di «cattolicità sostanziale, come apertura rispettosa e cordiale a ogni uomo e a tutto l’umano» (p. 59) respirata nella canonica di Bozzolo.

Un percorso che appare di intatta spirituale vitalità nella non facile contingenza del cattolicesimo contemporaneo.

MARIANGELA MARAVIGLIA

MICHELE DO
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prefazione di Enzo Bianchi, priore di Bose,
edizioni Qiqajon, Magnano 2008, pp. 108.