30 maggio 2026
C’è un Dio che conta. Conta non per calcolare, ma per amare. Uno, due, tre… novantanove. E poi il vuoto: una manca. È un’assenza che pesa sul cuore prima ancora che sull’ovile. Il pastore buono non si rassegna al bilancio, non dice: “Quelle che mi restano sono abbastanza”.
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29 maggio 2026
“Una folla numerosa andava con lui” (Lc 14,25): dopo essere stato in una casa, a un banchetto da uno dei capi dei farisei (cf. Lc 14,1), ora Gesù è tornato sulla strada (cf. Lc 14,25), dove è circondato dalla folla. E non una strada qualsiasi, Gesù si sta dirigendo verso Gerusalemme, verso la croce. Ma quanti di quella folla arriveranno con lui alla meta? Fino a dove lo seguiremo noi, sulla strada?
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28 maggio 2026
Gesù è invitato a pranzo da di uno dei capi dei farisei, ce lo dice Luca all’inizio del capitolo 14. A questo pranzo Gesù è sotto gli occhi dei suoi commensali, infatti Luca sottolinea che gli altri commensali lo osservano. Stanno a vedere come si comporta e giudicano le sue azioni.
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27 maggio 2026
Gesù, amante e lettore attento della natura, diceva allora e dice adesso a noi questa parabola, paragonandoci a un albero di fichi.
Il suo tronco con i suoi rami equivale al nostro corpo, il suo portare o meno frutti corrisponde al nostro essere ricchi di fecondità o sterili, le sue radici nascoste, sotto terra, rimandano alla nostra radice invisibile, biblicamente il cuore, dove affondano i nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri voleri, i nostri desideri.
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