Vedere ciò che vede Gesù

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15 settembre 2026

Il vangelo della vedova di Nain non racconta soltanto un miracolo, ma uno sguardo. Gesù entra nella scena mentre due folle camminano in direzioni opposte: una accompagna lui, la vita; l’altra accompagna un morto verso la sepoltura, nel mezzo c’è una vedova che ha perso l’unico figlio (cf. vv. 11-12).

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Con il passo grave

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14 settembre 2026

Gesù incede, passo dopo passo, verso il Golgota, passi gravi della pesantezza della vita. Si ritrova solo: “Tutti lo abbandonarono e fuggirono” (Mc 14,50). Solo le donne a distanza lo seguono: donne conosciute e nominate - sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleopa e Maria di Magdala - o conosciute solo per sentito dire, come Veronica, e forse altre ancora sconosciute, esse non lo lasceranno mai, seguendolo con lo sguardo e con tutto il loro essere e amore.

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Il tempo dello scavo

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12 settembre 2026

Dopo l’annuncio delle beatitudini che culminano nell’amore dei propri nemici, Gesù parla di alcune condizioni essenziali per poterlo seguire imparando ad amare come lui. Già ci aveva messo in guardia contro l’ipocrisia di chi vuole togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello mentre nel suo c’è la trave, e oggi ci ammonisce su un’altra ipocrisia: la nostra incoerenza.

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Una misura sproporzionata

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10 settembre 2026

Il testo di oggi fa parte del “discorso della pianura”, che Luca propone in forma più breve e essenziale rispetto al “discorso della montagna” di Matteo.Il tema dell’amore per i nemici è proposto subito dopo le parole sui “beati” e sui “guai” quasi che l’evangelista voglia porre come fondamento del suo discorso proprio queste parole che Matteo invece pone verso la fine.

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“Beati”, già ora

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9 settembre 2026

Al centro del brano di Luca di oggi, il celebre vangelo delle beatitudini, c’è il paradosso cristiano, un messaggio che dopo 2000 anni di cristianesimo non cessa di essere scandalo e pungolo che mette in questione la nostra fede, ancor prima che la sapienza di questo mondo: agli occhi di Dio è beato e felice colui che agli occhi del mondo è disprezzato, emarginato, perseguitato. Dalla prospettiva di Dio, il povero “perdente” diventa il vero vincente, il vero uomo “realizzato” secondo i disegni di Dio.

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Donne: un disordine che porta salvezza

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8 settembre 2026

L’elenco di antenati di Gesù che apre il primo vangelo è una storia tutta maschile e regolare ma che conosce fratture e dissimmetrie in cui emergono figure femminili: Tamar, Racab, Rut, Betsabea e infine Maria. Donne soggetto di storie che creano crepe nella grande storia generando il disordine salvifico. Esse introducono le feritoie attraverso cui si realizza la storia di salvezza e così ci ricordano che quest’ultima è la salvezza di storie: famigliari e personali, di nomi e di volti.  

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