15 ottobre 2026
“A questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti” – tuona Gesù nel terzo e ultimo movimento del suo attacco a scribi e farisei. Sono parole dure, anche per noi. Ci sconcerta sempre infatti ricevere parole così aggressive dalla bocca di Gesù, ma soprattutto, inconsciamente, sentiamo di far parte anche noi di “questa generazione” chiamata a rendere conto. Sappiamo di essere anche noi responsabili del sangue dei profeti, ma spesso non sappiamo nemmeno riconoscerli, i profeti.
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14 ottobre 2026
Un pranzo ha scatenato una dialettica vivace, per non dire conflittuale, tra Gesù e i farisei e i dottori della legge. Una postura libera da parte di Gesù, senza il ricorso a pratiche purificatrici prima del pasto, ha acceso tra i farisei sconcerto e meraviglia, tra i dottori della legge malcontento e indignazione, fino a diventare per tutti aperta ostilità. Gesù è amico dei peccatori, degli esclusi, degli impuri, ma non disdegna di fermarsi a pranzo da un uomo appartenente a uno dei gruppi più intransigenti rispetto alla legge: persone pie, uomini giusti, irreprensibili, puri, ineccepibili…
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13 ottobre 2026
Gesù accetta l’invito a pranzo da parte di un fariseo e, in maniera provocatoria, si siede a tavola senza avere svolto prima le abluzioni, tipo il lavarsi le mani. Una provocazione che va a segno: il fariseo infatti resta meravigliato del modo di fare di Gesù, del suo disattendere una usanza radicata nella tradizione e rispettata dai farisei, anche se non generalizzata al tempo di Gesù. Meraviglia che fornisce a Gesù l’occasione di focalizzare l’attenzione su un aspetto a lui particolarmente caro, il rapporto ‘esterno-interno’ dell’uomo, l’essere puliti dentro, la purificazione del cuore, e il raccontarlo fuori, con il corpo.
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