Preghiera dei giorni: venerdì
23 ottobre 2026
Rinati dalla luce, figli del giorno
Signore, a te veniamo nel mattino
la tua parola dissipa le ombre
e libera dal male il nostro spirito.
Rinati dalla luce, figli del giorno
Signore, a te veniamo nel mattino
la tua parola dissipa le ombre
e libera dal male il nostro spirito.
Questo testo del vangelo di Luca fa parte di una serie di insegnamenti di Gesù alla folla, ai discepoli e a noi lettori, nel contesto del cammino verso Gerusalemme. Il viaggio, l’incontro di persone, situazioni, luoghi diversi è occasione per dare un senso unitario e una prospettiva precisa a questo viaggio da parte di Gesù. Non solo il viaggio reale, storico di Gesù verso la Città Santa, ma in realtà il viaggio di ognuno di noi che desidera essere discepolo, cristiano e mettersi alla sua sequela ripercorrendone i passi.
Il vangelo presenta parole di Gesù che disturbano il nostro modo di pensare “religiosamente corretto” e svelano che questo atteggiamento non è che addomesticamento dello scandalo evangelico, spegnimento della forza d’urto delle parole di Gesù, ripiegamento sulla piccolezza dei nostri orizzonti morali e delle nostre piccole ideologie, le ideologie prêt à porter disponibili sul mercato.
Nei primi secoli la chiesa attendeva con grande fervore il ritorno del Signore; era presente nelle comunità cristiane una forte tensione escatologica alimentata anche dalle persecuzioni. In una situazione di sofferenza si attende con più forza la liberazione.
“Mantieni il tuo cuore vigilante, perché da esso dipende la vita”: questo versetto del libro dei Proverbi (Pr 4,23) unito all’esortazione di Paolo: “Vigilate, siate saldi nella fede e agite con coraggio” (1Cor 16,13) possono essere una buona chiave di lettura del brano evangelico odierno nel quale Gesù stesso esorta i suoi discepoli alla vigilanza, alla prontezza. Vigilanza e prontezza per accogliere il Signore.
Gesù ha appena detto alla folla dei suoi discepoli di non preoccuparsi di come dovranno difendersi di fronte a capi e autorità, perché lo Spirito santo insegnerà loro ciò che dovranno dire (Lc 12,12) ed ecco che subito – “allora” (v. 13) – uno dalla folla gli mette davanti una preoccupazione di tutt’altro genere: spartire l’eredità tra fratelli! Gesù sembra ignorare la richiesta, anzi, respingerla: “Sono forse giudice o arbitro tra voi?”. Non sono piuttosto vostro servo, vostro fratello, venuto nel mondo per servire e per rendervi partecipi dell’eredità del Padre mio e vostro?
“Signore mio Dio, in te mi rifugio
salvami e liberami da chi mi perseguita
altrimenti mi sbranerà come un leone
mi divorerà e nessuno mi libererà.” (Sal 7, 2-3)