5 giugno 2026
Se un giudice ingiusto è stato convinto dall’insistenza di una vedova, a maggior ragione Dio si lascerà persuadere dalla preghiera insistente dei suoi eletti. Saremmo tentati di intendere in questo modo le parole di Gesù, come un invito a una preghiera al limite dell’impudenza, sulla falsa riga di un’altra parabola, quella dell’uomo che bussa di notte alla porta di un amico (Lc 11,5-13).
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4 giugno 2026
Farsi servi. Nient’altro che servi. Semplicemente servi. Servi e basta. Questo è l’invito dell’evangelo di Gesù Cristo, che per primo si è fatto liberamente servo e schiavo, fino alla morte in croce, per amore. Nient’altro che per amore. Semplicemente per amore. Per amore e basta.
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3 giugno 2026
Il brano evangelico si suddivide in tre parti, la prima delle quali (Lc 16,19-21) si sofferma sulla presentazione dei personaggi. Da un lato un ricco detto “epulone”, vale a dire ghiottone-mangione, che si distingueva per il suo vestire bene, porpora di Tiro e bisso d’Egitto, e mangiare bene, quotidianamente. Immagine di una tipologia di ricco la cui unica ragione di vita sta nell’eleganza e nella tavola, niente di meglio sotto il sole che vivere in questa spensieratezza gaudente, da niente e da nessuno distratti: “Hanno come dio il ventre” (Fil 3,19) e l’apparire. Un esserci nell’insipienza, radicalmente superficiale.
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