Onore perduto, vita trovata

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2 giugno 2026

Delle parabole che ascoltiamo in questi giorni, questa è la prima espressamente rivolta ai discepoli: dettaglio che dovrebbe farci “drizzare le orecchie”, e che invece accresce il nostro imbarazzo. Questo accade per la nostra fretta di saltare alle conclusioni, che ci fa scartare quanto precede come qualcosa di meno interessante. E se non fosse così?

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Il capitale di una vita

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1 giugno 2026

Una vita perduta e ritrovata. Una vita, l’autentica vita. Quella del figlio minore: perduta lontano da casa, ritrovata nell’abbraccio del padre. Quella del maggiore: perduta stando in casa, lontano dalla festa di un abbraccio in cui ritrovarla. Quella del padre: perduta con quella dei figli, ritrovata non senza il loro abbraccio, perché si tratta di un’unica vita. Quella di un uomo e dei suoi figli.

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Lasciarsi ritrovare

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30 maggio 2026

C’è un Dio che conta. Conta non per calcolare, ma per amare. Uno, due, tre… novantanove. E poi il vuoto: una manca. È un’assenza che pesa sul cuore prima ancora che sull’ovile. Il pastore buono non si rassegna al bilancio, non dice: Quelle che mi restano sono abbastanza.

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Sedere, calcolare, esaminare

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29 maggio 2026

“Una folla numerosa andava con lui” (Lc 14,25): dopo essere stato in una casa, a un banchetto da uno dei capi dei farisei (cf. Lc 14,1), ora Gesù è tornato sulla strada (cf. Lc 14,25), dove è circondato dalla folla. E non una strada qualsiasi, Gesù si sta dirigendo verso Gerusalemme, verso la croce. Ma quanti di quella folla arriveranno con lui alla meta? Fino a dove lo seguiremo noi, sulla strada?

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A scuola da un albero

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27 maggio 2026

Gesù, amante e lettore attento della natura, diceva allora e dice adesso a noi questa parabola, paragonandoci a un albero di fichi.
Il suo tronco con i suoi rami equivale al nostro corpo, il suo portare o meno frutti corrisponde al nostro essere ricchi di fecondità o sterili, le sue radici nascoste, sotto terra, rimandano alla nostra radice invisibile, biblicamente il cuore, dove affondano i nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri voleri, i nostri desideri.

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Amare e lasciarci amare

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26 maggio 2026

Vivere nell’inconsapevolezza sino a quando un evento perentorio e apparentemente improvviso apre gli occhi: è quel che succede nella parabola. È quel che è accaduto con l’invasione dell’Ucraina: la guerra smette di essere un fenomeno che riguarda terre lontane, ci tocca da vicino, ci vede addirittura coinvolti direttamente. È quel che accade a Gaza: tutte le contraddizioni del nostro mondo occidentale, tutte le ipocrisie, le complicità nostre vengono a galla. 

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