Messaggio di Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della CEI

XXII Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
BEATI I PACIFICI
Bose, 3-6 settembre 2014
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

Mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della CEIMESSAGGIO DI MONS. NUNZIO GALANTINO, SEGRETARIO GENERALE DELLA CEI

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Roma 3 luglio 2014

Reverendo Priore,
La ringrazio di cuore per aver voluto inviarmi la brochure del XXII Convegno Ecumenico Internazionale di Spiritualità Ortodossa, in programma per l'inizio di settembre.
Sull'attualità del tema scelto per il Convegno, «Beati i pacifici (Mt 5,9», credo non ci sia alcun dubbio: la drammaticità di molte notizie di cronaca come anche i molti elementi di tensione sotterranea con cui spesso la gente comune si trova a doversi confrontare sono sotto gli occhi di tutti. Ed è inevitabile che in un modo o in un altro un tale contesto sociale si rifletta anche nel tessuto ecclesiale: quanti cristiani poco pacifici, quanta fatica nei processi di riconciliazione tra cristiani di diversa tradizione ma anche tra fedeli appartenenti alla stessa Chiesa, e quanta pesantezza in certe "relazioni fraterne", che rischiano di rimanere inchiodate al mero piano formale! Si, abbiamo realmente bisogno di accogliere di nuovo la parola del Cristo, che chiama beati coloro che si impegnano nel costruire scenari di pace: accoglierla come un chiaro invito alla verifica della vita; accoglierla come monito di riflessione e come incoraggiamento alla conversione. Di frequente si sente ripetere che se la pace non nasce nel cuore di
ciascuno, non potrà mai fiorire nemmeno tra le Chiese, tra le nazioni, tra le culture; sarà forse un 'espressione fin troppo ripetuta, ma non perde affatto la sua carica di verità e di urgenza.
E cosI trovo davvero provvidenziale che nel programma del Convegno ci si fermi a riflettere sulla grande tradizione cristiana, che da secoli e in diversi modi declina il tema della pace. Voglia accogliere quindi i miei rallegramenti e complimenti per la scelta accurata dei Relatori e per la strutturazione del Convegno, che - come Lei stesso scrive nella Sua lettera di presentazione - potrà offrire «le ragioni di un'autentica educazione alla pace: nell'ospitalità del diverso, nell'operosità della riconciliazione, nella fatica del perdono».
Ci auguriamo tutti quindi di lasciarci realmente educare alla pace dal Figlio di Dio, che è il Principe della pace. «Egli infatti è la nostra pace - afferma l'apostolo Paolo -, colui che di due ha fatto una cosa sola» (Efesini 2,14). Vogliamo tutti essere convinti che anche questo Convegno, insieme a molte altre iniziative proposte da molte Chiese e comunità cristiane, possa costituire un passo significativo verso quella unità dei discepoli dci Signore Gesù Cristo, verso la quale siamo tutti incamminati e che desideriamo con crescente intensità.
Voglia salutare con viva cordialità e con sentimenti di autentica fraternità tutti i Relatori, gli organizzatori e i partecipanti a questo appuntamento benedetto. E nella speranza che i lavori di studio e l'esperienza di comunione portino frutti importanti, assicuro a Lei e a tutti il mio ricordo nella preghiera all'unico Dio, uno e trino.

Nunzio Galantino
Segretario Generale

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