Messaggio di Bartholomeos I, Patriarca Ecumenico

XIX Convegno Ecumenico Internazionale di spiritualità ortodossa
LA PAROLA DI DIO NELLA VITA SPIRITUALE
Bose, 7-10 settembre 2011
in collaborazione con le Chiese Ortodosse

Sua Santità Il Patriarca Ecumenico BartholomeoMESSAGGIO DI BARTHOLOMEOS I, PATRIARCA ECUMENICO

Amati organizzatori, caro Fratel Enzo e membri della Comunità monastica di Bose, esimi relatori e partecipanti, è con grande gioia che noi indirizziamo questo caloroso messaggio augurale all’eminente assemblea del 19° Convegno Internazionale di Spiritualità Ortodossa, che quest’anno ha per tema “La parola di Dio nella vita spirituale”.

Quando consideriamo la lotta spirituale del fedele cristiano, normalmente pensiamo alle difficili imprese del digiuno e della preghiera, o altrimenti immaginiamo virtù ugualmente inaccessibili o vizi impetuosamente aggressivi. Tuttavia, nessuno di questi principi ed elementi spirituali ha senso o produce frutti senza i principi spirituali espressi ed esposti nelle Sante Scritture. I Padri della Chiesa e gli eremiti del deserto erano certamente consapevoli di tale verità ed erano attenti a inserire e incorporare la parola di Dio in ogni aspetto della loro disciplina spirituale e vita quotidiana. I loro scritti autorevoli, così come la letteratura spirituale e liturgica della Chiesa antica, sono solidamente fondati sulla Bibbia. Anche quando la Bibbia non è esplicitamente menzionata, è data assolutamente per scontata – come l’aria che tutti i santi e gli asceti respirano. Nelle parole di san Marco il Monaco, vissuto nel V secolo: “Colui che è umile nel pensiero ed è impegnato nell’opera spirituale, quando legge le Sante Scritture, penserà ogni cosa riferita a se stesso” (Marco il Monaco, La legge spirituale 4).

La Parola di Dio, perciò, non è soltanto qualcosa di ispiratore o di autorevole. Essa è definitiva e normativa per la vita spirituale, e serve da “lampada per i nostri passi e luce sul nostro cammino” (Sal 118 [119],105). È una parola vivente, cui siamo chiamati a prestare ascolto e obbedienza, cui dobbiamo aderire e conformarci – nella lotta spirituale e all’interno dell’esperienza ecclesiale. Sotto questo aspetto il nostro modello è la benedetta Madre di Dio, la quale “custodiva tutte queste cose e le meditava nel suo cuore” (Lc 2,19). Quando meditiamo la Parola di Dio nella nostra anima, allora potremo “fare tutto quello che egli ci dirà” (Gv 2,5).

La Parola di Dio è davvero cruciale nella lotta spirituale, nella misura il cui spiana il cammino per l’intenerimento e il pentimento del cuore. Nel deserto egiziano, abba Poemen disse: “La natura dell’acqua è molle, quella della pietra dura. Ma un vaso appeso sopra la pietra, stillando acqua goccia a goccia,  finisce per perforare la pietra. Così anche la Parola di Dio è tenera, ma il nostro cuore è duro. Tuttavia, chi ascolta spesso la Parola di Dio, apre il suo cuore a temere il Signore” (Detti dei padri, Serie alfabetica, Poimen 183).
La nostra ardente preghiera per voi come partecipanti al Convegno e per tutti i fedeli è che incontriamo la Parola vivente di Dio, così che essa –  verso dopo verso e goccia dopo goccia – possa trasformare interamente le nostre vite in cellule viventi del Corpo di Cristo.

Sua Santità
Il Patriarca Ecumenico
Bartholomeo

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