Evangelii Gaudium

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15 ottobre 2017

Enzo Bianchi
Fondatore di Bose

Domenica 15 ottobre, fr. Enzo Bianchi ha tenuto Bose la terza delle tradizionali giornate di incontro che ogni anno dedica a temi di spiritualità cristiana e di vita ecclesiale. Fr. Enzo ha offerto a quasi cinquecento ospiti presenti un’introduzione dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium di papa Francesco. Un documento di grande portata che non riflette solo un programma papale, ma quello di tutta la chiesa e soprattutto richiede un cambiamento epocale. Tanto aperta e coraggiosa quanto poco applicata, l’Evangelii gaudium, merita, dunque, di essere approfondita e diffusa. Un punto fondamentale dell’esortazione è la dichiarazione della necessità di una conversione pastorale e missionaria. “E’ ora di invertire il senso del cammino: non chiedere ad altri di venire alla Chiesa, ma andare noi stessi verso gli altri, raggiungendoli dove sono, senza misurare la loro qualità di fede o la loro morale; lasciare il porto sicuro per navigare in mare aperto; non voler stare al centro o al di sopra degli uomini ma al loro servizio”. Dopo una breve introduzione, nell’incontro della mattina e in quello del pomeriggio fr. Enzo ha trattato alcuni temi corrispondenti ad alcuni capitoli del documento senza voler esaurire l’intero testo.

“La gioia del vangelo”. La prefazione si apre così: “La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia”›: si parla quindi non di un cristianesimo di chi sta sotto il peso di leggi o dei sensi di colpa, ma un cristianesimo basato sulla gioia, dono del Risorto e insieme impegno del credente.

“La conversione al vangelo”. Nel capitolo primo papa Francesco si sofferma sull’annuncio del vangelo che chiama a conversione. Il cristianesimo non è innanzitutto dottrina, morale, esecuzione di riti, ma incontro con la persona concreta e reale che è stato l’uomo Gesù Cristo. Senza un riferimento continuo al vangelo si può parlare di Gesù Cristo senza parlare veramente di Gesù Cristo. Scrive il papa: “Con la santa intenzione di comunicare loro (i fedeli) la verità su Dio e sull’essere umano, in alcune occasioni diamo loro un falso Dio o un ideale umano che non è veramente cristiano”.

“L’annuncio oggi”. Il secondo capitolo presenta un’analisi del contesto dell’annuncio nella realtà odierna, con un invito finale alle comunità a completarla e arricchirla e che si conclude così: “Le sfide esistono per essere superate. Siamo realisti, ma senza perdere l’allegria, l’audacia e la dedizione piena di speranza! Non lasciamoci rubare la forza missionaria!”.

“Evangelizzati per evangelizzare”. Corrisponde al terzo capitolo. Dopo aver ricordato che soggetto dell’evangelizzazione è tutto il popolo di Dio, ogni battezzato, papa Francesco dedica numerosi paragrafi all’omelia, che per molti cristiani è l’unico contatto con il Vangelo. Il papa invita a non perdersi nella moltitudine della dottrina e ad annunciare l’essenziale, arrivando a riassumere così il primo annuncio, l’annuncio fondamentale: “Gesù Cristo ti ama, ha dato la sua vita per salvarti, e adesso è vivo al tuo fianco ogni giorno, per illuminarti, per rafforzarti, per liberarti”.

Il fondatore di Bose ha concluso l’incontro dando appuntamento alla giornata di ritiro che predicherà a Bose la prima domenica di Avvento.

Sintesi di Miriam Stevenazzi

Ascolta un passaggio dell'intervento:

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